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RECESSIONI GENGIVALI. IL TRATTAMENTO

Gli nterventi di plastica muco-gengivale rappresentano un’ottima risoluzione funzionale ed estetica delle problematiche relative alla retrazione gengivale, a patto che si affrontino le cause alla base di questo fenomeno.

Il dott. Vito Telesca specialista nella chirurgia muco-gengivale, si occupa di ricostruire il tessuto gengivale perduto con gli obiettivi di salvaguardare la salute dentale, poichè le recessioni gengivali fanno sì che la radice esposta, essendo rivestita di cemento e non di smalto come la corona, sia soggetta all’instaurarsi di abrasioni della radice o carie; ridurre la sensibilità termica: le radici scoperte aumentano la sensibilità dentinale, rendendo fastidiose, e in alcuni casi dolorose, sia le normali abitudini alimentari, come l’assunzione di cibi o bevande caldi o freddi e il consumo di alcune tipologie di cibo (cibi acidi come spremute di frutta, yogurt, bevande zuccherine…), sia le quotidiane manovre di igiene orale domiciliare.

Inoltre, la chirurgia muco-gengivale serve a ripristinare l’estetica del sorriso, infatti la migrazione della gengiva fa sembrare i denti più “lunghi” del normale in quanto la parte bianca visibile del dente aumenta, dando l’effetto del “dente allungato”, determinando un sorriso meno giovanile e armonico.

Le recessioni gengivali hanno eziopatogenesi dovute essenzialmente a 2 fattori :

- Fattori determinanti quali traumi da spazzolamento ,traumatismi diretti, accumulo di placca.

- Fattori predisponenti quali malposizioni dentali, frenuli corti ed ipertrofici attigui al margine gengivale, inserzioni muscolari alte (coronali), anatomia mucosa e gengivale che favoriscono l'accumulo di placca.

CASO CLINICO

Viene qui proposta la chirurgia mucogengivale, con lembo a riposizionamento coronale su un paziente di 41 anni con recessioni di circa 3 mm sugli elementi dentali del II quadrante, probabilmente causa di un errato spazzolamento.

Dopo aver somministrato anestetico locale (articaina) viene effettuato un courettage della superfice radicolare scoperta e si effettuano lembi trapezoidali, che si spostano coronalmente, con la tecnica split-full-split, secondo cui è fondamentale il susseguirsi di tre spessori. Si parte infatti a metà spessore, per includere più apicalmente anche il periostio, quale garanzia di stabilità tissutale per la porzione che dovrà coprire la radice, e tornare poi a spessore parziale non solo profondo, per distaccare i tessuti del lembo dal periostio, ma anche superficiale, mirando a staccare le inserzioni muscolari dalla mucosa. La tecnica proposta prevede proprio la modulazione dello spessore finalizzata a rendere il lembo più stabile possibile, onde consentire al coagulo di estrinsecare al massimo la sua potenzialità rigenerativa. La tecnica ha avuto uno sviluppo rispondente alla convenienza pratica di trattare contemporaneamente recessioni multiple, quali il paziente presenta. Lo spessore è modulato nelle tre zone split-full-split, ponendo grande cura, in quella più apicale, nella escissione superficiale delle inserzioni muscolari dalla mucosa effettuata con Laser a Diodo. Preparato il letto vascolare, si sposta il lembo coronalmente e lo si stabilizza con sutura non-riassorbibile.

La semplice stabilizzazione coronale del lembo porta nel corso della guarigione a una situazione nella quale non è soltanto cambiata la morfologia esteriore – copertura della radice – ma è stata ripristinata la dimensione di gengiva aderente perduta e l’intero ritmo tissutale che caratterizzava il sorriso del paziente prima della lesione.

Si è consentito ai tessuti di ridistribuirsi, riportando così la linea muco-gengivale nella posizione iniziale, che è geneticamente definita (vedi foto).

Non è superfluo ricordare che la chirurgia muco-gengivale ha come ‘target’ prevalente lesioni che sono soprattutto dovute allo spazzolamento e poco hanno a che fare con la parodontite cronica; per tal motivo essa si esercita per lo più su soggetti giovani.

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