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Laser ad erbio

Cos’è il laser?
La fondamentale caratteristica che permette l’utilizzo dei laser in medicina è l’interazione che l’onda elettromagnetica ha con i tessuti; tale interazione si basa sulle caratteristiche ottiche dei tessuti stessi. Ogni elemento che li costituisce è dotato della capacità di assorbire una determinata lunghezza laser_erbio1d’onda, in virtù di questo fatto avverranno quelle azioni che sono alla base della risposta tissutale all’azione del laser. Da quanto detto si comprende come ogni lunghezza d’onda avrà un particolare effetto sul tessuto trattato e come questo risponderà in modo diverso alle diverse lunghezze d’onda.
La lunghezza d’onda di un laser dipende esclusivamente dalla sostanza attiva utilizzata per la sua realizzazione.
La sostanza attiva è quell’elemento, allo stato liquido, solido o gassoso, all’interno del quale avvengono gli spostamenti di cariche elettriche attraverso gli orbitali atomici, che sono alla base dell’emissione dell’onda elettromagnetica che sfrutteremo come raggio laser.
La collocazione all’interno dello spettro delle onde elettromagnetiche dei laser utilizzati in medicina va dalla zona dell’ultravioletto fino all’infrarosso, in odontoiatria si adoperano laser localizzati nello spettro del visibile e dell’infrarosso. L’interazione tessuto-onda elettromagnetica risponde alle leggi dell’ottica per cui l’onda intercettando il tessuto potrà essere riflessa, assorbita, trasmessa o dispersa.
La riflessione rappresenta circa 1% dell’energia posseduta dall’onda incidente per cui si tratta di una quantità trascurabile, diventa importante considerarla se si pensa che in bocca non son presenti solo tessuti biologici, ma anche superfici o oggetti con indice di riflessione diversi, basti pensare alle corone protesiche metalliche, alle otturazioni in amalgama, ai nostri strumenti agli uncini per diga o altro; tutte queste superfici riflettono in modo totale il raggio laser che può in tal modo raggiungere organi sensibili come gli occhi dell’operatore, del paziente, dell’assistente o di quanti sono presenti nella sala operativa.

Diviene quindi essenziale adoperare occhiali di protezione da parte di tutti coloro i quali assistono ad un intervento laser: va inoltre precisato che ogni lunghezza d’onda necessita di occhiali-filtro specifici e non utilizzabili con altri laser. L’assorbimento rappresenta la quantità di radiazione assorbita dal nostro tessuto bersaglio, sarà quindi quella per la quale si svilupperà l’azione primaria del laser, quella, cioè, che andiamo a ricercare. A questa si aggiungerà la quota di radiazione che viene diffusa nel tessuto circostante l’area irradiata, a questa quota apparterranno gli effetti secondari del laser.

Per comprendere di cosa stiamo parlando basti pensare che in endodonzia laser assistita le aree appartenenti a canali accessori vengono trattate in quanto raggiunte per diffusione dal laser. La trasmissione del raggio avviene quando i tessuti che attraversa non sono dotati delle capacità ottiche di interagire con la specifica lunghezza d’onda

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